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La festa di San Matteo tra tradizione gastronomica e memoria storica

lunedì, 16 settembre 2019

La Festa di San Matteo cade il 21 settembre e simboleggia per i salernitani la fine della stagione estiva. Bisognerà aspettare l’inverno per rivedere la città in festa con le sue Luci d’Artista. È una delle poche feste che unisce tutta la città, perché rappresenta il suo legame con il passato, con la storia e la memoria di Salerno. 

 

Esattamente un mese prima, il 21 agosto, la città inizia le celebrazioni del Patrono con una messa presso il Duomo di Salerno rivolta sia ai fedeli che ai portatori. Subito dopo avviene la famosa “Alzata del panno”: è la cerimonia in cui si mostra una grande tela del Santo e la storica frase a lui legata “Salerno è mia: io la difendo”. 

 

Quella di San Matteo è forse la festa più sentita in assoluto dai salernitani. La celebre processione percorre Corso Vittorio Emanuele, scende per Via Velia, per poi seguire lungo Via Roma fino alla chiesa dell’Annunziata. Rientra su Via Mercanti e raggiunge finalmente il Duomo. Le tre statue d’argento dei Santi Martiri Salernitani, Anthes, Gaio e Fortunato aprono la processione; vengono simpaticamente definiti dal popolo come le “tre sorelle” di San Matteo, per la dolcezza dei loro lineamenti e i capelli lunghi. Il corteo riceve spesso petali rossi che i fedeli lanciano dall’alto, mentre assistono alla processione direttamente dai balconi e dalle finestre delle loro case. A conclusione dei festeggiamenti, tutti i salernitani si ritrovano con il naso all’insù per assistere agli immancabili fuochi d’artificio.

 

Protagonisti indiscussi della processione per San Matteo sono senza ombra di dubbio i portatori. Non si diventa portatori candidandosi come se si trattasse di un lavoro. È  una antichissima tradizione tramandata da padre in figlio: non lo si fa per esibizionismo ma per vocazione. Basti pensare che la statua più pesante, quella di San Giuseppe, pesa 10 quintali; per trasportarla ci vogliono ben 48 portatori, i quali sono obbligati a seguire un vero e proprio allenamento per riuscire nella celebre corsa sulle scale del Duomo di Salerno. 

 

La Festa di San Matteo è anche e soprattutto la Mèveza Mbuttunàta, piatto tipico da gustare solo o messo nel pane. Nella settimana che precede il 21 settembre non c’è altro odore a Salerno se non quello di milza preparata secondo la tradizione salernitana: ripiena con prezzemolo, menta, peperoncino e cotta in olio e aceto. 

 

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Ci vediamo a bordo!